Bisogna ammetterlo. I brownies sono una bomba. Calorica, di colore, di sapore, di morbidezza. Un eccesso di uova, un eccesso di burro e di zucchero. Però che risultato. E sfido qualsiasi brownie che troverete da Starbucks o nei vari bar o autogrill a darvi lo stesso senso di gratificazione rispetto a farli a casa con le vostre mani e mangiati ancora tiepidi da forno a colazione insieme a un bicchiere di latte oppure dopo cena con un cucchiaio di panna montata fatta in casa.
Uno dei piatti che preparare in casa offrirà una soddisfazione extra. Perché continuiamo a trovarle nei bar, nei supermercati, ma non saranno mai la stessa cosa. Provate a prepararle in casa, con la pasta frolla fresca, e assortite con tutti i nostri sapori preferiti, dalla nutella, alle marmellate varie, alla crema di pistacchio. Totali.
Quanti ricordi i miei primi pancakes in un diner a New York seduto al bancone con una tazza di caffè filtrato. Erano giganti, con la panna montata e le gocce di cioccolato fondente. Mi ero ripromesso di imparare a farli da solo e ho sempre provato una certa repulsione verso quei mix preparati per pancakes quando la ricetta è così semplice e basilare che chiunque può gustarli dalla propria cucina di casa insieme a della frutta e una bella tazza di caffè.
Ci sono alcuni momenti dell’anno che leghiamo a particolari prodotti della nostra terra. La fine dell’estate rappresenta sempre l’inizio della stagione dei funghi. Pur essendo nato e cresciuto in mezzo alle montagne non sono mai stato un grande raccoglitore di funghi, ma mi sento particolarmente bravo a cucinarli e mangiarli. Non esiste una combinazione migliore come quella tra i porcini freschissimi di stagione e un risotto preparato con tutte le regole che abbiamo imparato a conoscere insieme.
Come può un piatto con tre ingredienti essere così complicato? Non fatevi ingannare, è un piatto estremamente sfidante da fare nonostante tutto: il rischio di trovarsi grumi di formaggio sparsi per il piatto è infatti altissimo, così come il rischio di trovarsi una pappetta liquida biancastra. È un piatto che solo dopo averlo provato decine di volte comincerà a darvi soddisfazioni. La ricerca della perfezione richiede disciplina e perseveranza: sbaglierete tante volte ma quando comincerete a capire...
Questo piatto profuma di estate e di Campania ma è un piatto che può e che deve essere gustato durante tutte le stagioni. Anche in questo caso entriamo immancabilmente in territorio minato fatto di tradizioni, dogmi e di ingredienti 'obbligatori': per chiamarsi 'alla Nerano', ahimè, il piatto va fatto con il provolone del monaco, prodotto DOP che può essere prodotto solo in una dozzina di comuni nell'area di Napoli e di non facile reperibilità. Quando lo trovate, prendetelo in quantità, mettetelo da parte e provate assolutamente questo piatto!
È difficile non andare sul sentimentale quando si parla della parmigiana, uno dei pochi piatti per i quali qualsiasi essere umano divorerebbe un’intera teglia senza un minuto di pausa. È uno dei piatti preferiti da molti italiani perché tutto nella parmigiana rappresenta l’Italia: la melanzana, il pomodoro, la mozzarella, il parmigiano, l’olio extravergine di oliva e il basilico, che insieme, dopo una preparazione elaborata tra frittura e cottura al forno, producono un piatto straordinario che può tranquillamente essere un antipasto, un piatto unico o un contorno.
Non c'è niente di più milanese dell'ossobuco alla milanese. Altri piatti hanno assunto proporzioni ormai internazionali, ma l'ossobuco è quanto di più tradizionale possiamo trovare a Milano. Tirare fuori il midollo dall'osso per finire il piatto con la punta del coltello o con un cucchiaino è stato dichiarato ufficialmente uno dei primi venti piaceri della vita. È un piatto elaborato che ci riempirà la mattinata ma vedrete che ne sarà valsa la pena!
Quando si parla di tarTARA di pesce mi vengono in mente un paio di parole, qualità e semplicità. È ovvio che il pesce deve essere freschissimo e abbattuto per potere essere mangiato crudo: fidiamoci sempre del nostro pescivendolo – se lo conosciamo bene. La semplicità invece fa riferimento agli ingredienti. Non esageriamo, non dobbiamo aggiungere mille spezie, preparazioni, condimenti: rischieremmo di coprire il sapore del protagonista del piatto: il salmone.
Quando si parla di tarTARA di pesce mi vengono in mente un paio di parole, qualità e semplicità. È ovvio che il pesce deve essere freschissimo e abbattuto per potere essere mangiato crudo: fidiamoci sempre del nostro pescivendolo – se lo conosciamo bene. La semplicità invece fa riferimento agli ingredienti. Non esageriamo, non dobbiamo aggiungere mille spezie, preparazioni, condimenti: rischieremmo di coprire il sapore del protagonista del piatto: il salmone.
Uno dei piccoli piaceri della vita è avere il tempo e la voglia di andare presto di mattina ai mercati rionali e guardare cosa offrono di bello i vari banchi. Mi faccio attrarre spesso dal colore del tonno. Quando è fresco direttamente dal mercato è impareggiabile, verifichiamo sempre che sia stato abbattuto visto che per questo piatto deve essere lievemente scottato, poi con l’accompagnamento di una crema alla mozzarella di bufala insaporita con il wasabi e una salsa al prezzemolo, il risultato sarà di assoluto godimento.
Tutti i crudi di pesce per me sono qualcosa di straordinario. La chiave è trovare per ogni tipo di pesce il condimento giusto che non contamini (termine elegante per non dire rovinare) il sapore inconfondibile del pesce fresco. Inutile dire che la materia prima qui ha una componente assoluta: se vogliamo toglierci lo sfizio di una buona tartare di pesce dobbiamo prendere un pezzo di altissima qualità. Con una ricciola freschissima si va sempre sul sicuro, accompagnata da una salsa super estiva alla menta e prezzemolo.
È un piatto che divide. C'è chi vuole lessare il vitello e c'è chi lo vuole arrostire, chi lo vuole tagliare molto sottile con l'affettatrice e chi lo vuole tagliare al coltello un po' più spesso, chi usa la maionese già pronta per la salsa tonnata e chi usa uova sode. Rimane il fatto che salsa tonnata è uno dei grandi patrimoni che il Piemonte ha lasciato al mondo. Non ne basterà mai.
Quando ci si addentra nei grandi, o meglio, grandissimi classici delle cucine straniere bisogna stare molto attenti e rispettare il piatto e gli ingredienti al meglio delle nostre possibilità. Se poi parliamo della cucina francese allora la sfida è doppia – ci arrabbieremmo pure noi se qualche francese mettesse il prosciutto nella carbonara d’altronde. Il Bouef à la bourguignonne è il piatto principe di una delle patrie del vino più importanti al mondo, uno di quei piatti che si trovano in ogni menu di mezza Francia, e, lo ammetto, è uno di quei piatti che fa scaldare il cuore e l’anima durante le uggiose giornate invernali. Elaborato, ma assolutamente da provare.
Forse è uno dei piatti che mi rappresenta di più, a partire dal nome. Preparare una tartare è come una forma d'arte, la tavolozza è rappresentata da tutti gli ingredienti che possiamo unire senza coprire il gusto tenerissimo del manzo crudo. Unica cosa su cui mi impunto sempre è che la carne dovrebbe essere tagliata al coltello, pochi minuti di preparare il piatto, troverete il risultato straordinario. Inutile ripetere, che essendo la carne la assoluta protagonista del piatto, deve essere freschissima e di assoluta qualità.
Tutti i piatti che hanno origini incerte in Italia prevedono anche lunghi dibattiti sugli ingredienti base, il metodo di cottura, i condimenti, gli accompagnamenti. Per me la pasta e fagioli rappresenta il piatto tipico di qualsiasi trattoria italiana, servita magari in una cocotte di terracotta e prelevata da un pentolone adagiato sopra un camino. Più passa il tempo più diventa saporita. Per me è uno di quei piatti dove rifugiarmi durante quei week end freddi e piovosi dove l’unica cosa che conta è mangiare davanti al camino in compagnia di un buon bicchiere di Pinot Noir.
I risotti sono il mio grande amore. Richiedono preparazione, organizzazione e disciplina. Durante l’autunno e la stagione della zucca non posso non cimentarmi nella preparazione di un risotto. Pochi ingredienti si sposano con la dolcezza della zucca come la sapidità e il sapore della salsiccia di maiale. Una combinazione speciale con una esplosione di sapori e due diverse consistenze della zucca, una parte cremosa e una più a pezzettoni.
È inevitabile. In autunno le zucche spuntano letteralmente da tutte le parti, ormai sono diventate praticamente un oggetto di arredo. A dire la verità, si possono anche mangiare. E niente è più gustoso di una deliziosa vellutata di zucca in una giornata di autunno, che poi possiamo condire con praticamente ogni spezia che abbiamo in casa, o frutta secca, o carne, o addirittura pesce. Ma è così buona anche da sola, così, con il suo colore giallo intenso che sembra essere stata disegnata con un acquerello. E poi facile da fare, anzi, facilissima. Saranno solo necessari un frullatore a immersione e un semplice passaverdure.