La frittura perfetta: farine, pastelle e temperature

La frittura perfetta non è un gesto istintivo, ma un equilibrio tecnico tra ingredienti, rivestimenti e temperatura. Parlare di frittura significa entrare in un mondo fatto di farine diverse, pastelle calibrate e strumenti indispensabili: dall’olio giusto al termometro digitale, vero alleato del risultato finale.

Nel pollo fritto la tecnica inizia prima dell’olio: una marinatura a base di uovo, latticello e spezie ammorbidisce le fibre e insaporisce la carne. Ovviamente la scelta delle spezie è completamente soggettiva, ciò che è invece oggettivo è la durata della marinatura: almeno 4 ore. Dopodichè siamo pronti per la panatura, composta da farina, amido di mais, lievito, una parte del mix di spezie usato nella marinatura, e qualche cucchiaio della marinatura stessa, che darà al pollo quella classica increspatura da ‘pollo fritto’ all’americana. La temperatura di 160° consentirà di portare a cottura il pollo senza bruciarlo: il resto lo farà la tecnica.

Il merluzzo, più delicato, richiede leggerezza. Una prima infarinatura permetterà alla pastella di aderire perfettamente: farina, amido e lievito, uniti ad acqua e birra gelata (la pastella dovrebbe riposare in frigo mezz’oretta prima della frittura) permettono, a 170°C, di ottenere una copertura ariosa che avvolge il pesce senza appesantirlo.

I calamari, infine, chiedono essenzialità: solo farina 00 e semola, fritti rapidamente a 180°C, per una croccantezza asciutta e pulita. Solo qualche accorgimento (o suggerimento): prima di mettere i calamari nel mix di farine, lasciamoli per 20 minuti in freezer, si asciugheranno perfettamente prima della frittura.

Tre ingredienti, tre tecniche, un solo principio: la frittura perfetta nasce dalla precisione.

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PERCORSI

Chi ha la mia età può essere che sia cresciuto con il mito del Kentucky Fried Chicken, onnipresente in quasi tutti i film americani che guardavamo al cinema ma impossibile da raggiungere. Sarebbe arrivato in Italia solo venti anni dopo. Dal vivo però l’esperienza era molto diversa, l’odore di frittura aleggiava per vari quartieri e l’esperienza dentro il locale era, diciamo, da rivedere.
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